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La Consulta premia i manager pubblici. I pensionati? Sempre penalizzati

Blocchi per i pensionati, via libera agli aumenti per i dirigenti pubblici.
La Corte Costituzionale ha appena bocciato il tetto fisso di 240.000 euro imposto dal 2014 agli stipendi dei manager e dirigenti apicali della Pubblica Amministrazione, stabilendo che dovrà tornare in vigore il parametro originario, ben più alto: 311.658 euro, come quello del Primo Presidente della Cassazione.

Fin qui, la notizia. Ma ora facciamo due riflessioni.

Due pesi e due misure?

Mentre per i pensionati italiani la stessa Consulta ha sempre confermato i blocchi alla rivalutazione automatica delle pensioni — da Monti in poi — con la giustificazione della crisi economica e della necessità di “misure straordinarie e temporanee”, oggi si cancella un tetto per i vertici della PA… perché ormai la misura sarebbe non più temporanea.

Domanda semplice: perché per i dirigenti pubblici lo “stop” non può durare troppo… mentre per milioni di pensionati sì?

Cosa significa tutto questo per chi prende una pensione normale?

Significa che:

  • Se sei un dirigente con oltre 240mila euro l’anno, puoi tornare a guadagnare di più.
  • Se sei un pensionato con assegno dai 2.000 euro a salire, la tua rivalutazione resta sempre nel mirino di un nuovo possibile blocco..
  • E la differenza, nel tempo, si fa sentire eccome: migliaia di euro persi, ogni anno, perchè è questo che comporta il così detto “effetto trascinamento”

Chi tutela i diritti di chi ha lavorato una vita, spesso con stipendi normali, versando i contributi regolarmente?
Chi difende il potere d’acquisto delle pensioni erose dall’inflazione?

I risparmi? Modesti. Le disuguaglianze? Evidenti.

Secondo la stessa Corte, il risparmio ottenuto con il tetto ai super stipendi è stato modesto: 4,5 milioni nel primo anno, massimo 18,9 nei successivi.
Ma invece di rafforzare la misura o estenderla ad altri ambiti, si decide di togliere il tetto.

Eppure quando si parla di rivalutare le pensioni ( superiori ai 2mila euro lorde mensili) il sistema improvvisamente “non regge”, e si tirano fuori le solite parole d’ordine: sostenibilità, contenimento della spesa, emergenze finanziarie.

Colletti bianchi e manager della pa

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