Maxi condanna del Tribunale di Genova contro il Ministero dell’Interno: oltre un milione di euro ai familiari di un Vigile del Fuoco della Spezia morto per esposizione all’amianto
Ennesima, pesante condanna a carico del Ministero dell’Interno per un decesso collegato all’esposizione professionale a polveri e fibre di amianto.
Con la sentenza n. 160/2026, il Tribunale di Genova ha riconosciuto la responsabilità del Ministero e disposto il risarcimento di circa un milione di euro in favore dei familiari di un Vigile del Fuoco spezzino deceduto a causa delle patologie contratte nel corso della propria vita lavorativa.
Il giudizio è stato patrocinato dall’Avv. Pietro Frisani, legale del Sindacato Autonomo dei Vigili del Fuoco CONAPO, che ha seguito la famiglia del lavoratore esposto per anni a fibre di amianto durante l’attività di servizio.
«Abbiamo dimostrato davanti al Tribunale di Genova una esposizione massiccia, continuativa e non occasionale del Vigile del Fuoco alle fibre di amianto nel corso dell’attività di intervento», dichiara l’Avv. Pietro Frisani.
«Coperte, guanti, maschere e altri dispositivi di protezione individuale contenenti amianto venivano utilizzati regolarmente, senza alcuna informazione o istruzione su come evitare il contatto con un materiale altamente nocivo. È stato accertato, inoltre, che l’esposizione non riguardava solo gli interventi operativi, ma anche le attività quotidiane e obbligatorie di addestramento».
Il Tribunale si è espresso nel solco di numerose pronunce analoghe emesse in tutta Italia, sin dalla sentenza n. 1418/2014 dello stesso Tribunale di Genova fino alla più recente sentenza n. 1134/2023 del Tribunale di Reggio Calabria, che hanno riconosciuto come, fino alla fine degli anni ’90 nelle sedi di servizio e sugli automezzi dei Vigili del Fuoco fossero presenti tute, guanti e coperte contenenti amianto, largamente utilizzati dal personale.
Particolarmente rilevante, nel caso oggetto della sentenza n. 160/2026, è anche il riconoscimento del diritto al risarcimento in favore dei nipoti del lavoratore deceduto, a conferma della gravità e dell’estensione del danno prodotto dall’esposizione professionale all’amianto.
Alla luce di queste evidenze, il Sindacato Autonomo dei Vigili del Fuoco CONAPO torna a chiedere con forza “un intervento immediato da parte delle istituzioni competenti e la mappatura nazionale dell’amianto”.
«Da anni portiamo avanti una battaglia contro i ministeri competenti per ottenere la mappatura completa e aggiornata dei siti contenenti amianto su tutto il territorio nazionale», dichiara Marco Piergallini, segretario generale del sindacato CONAPO.
«Nonostante le numerose istanze presentate agli Enti coinvolti e alle massime Autorità dello Stato, la situazione resta ferma. Sul sito del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, l’ultima rilevazione disponibile risale ancora al 2023: un dato inaccettabile».
«La mancata mappatura espone quotidianamente i Vigili del Fuoco, e non solo loro, a rischi gravissimi per la salute. Chiediamo un intervento immediato e concreto per completare la mappatura di tutti gli edifici e i siti contenenti amianto, a tutela di chi opera per la sicurezza dei cittadini» è l’appello lanciato dal CONAPO.
https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/20/amianto-vigili-fuoco-risarcimento-record-notizie/8263019