Arrivare davanti alla Consulta ha sempre un peso istituzionale evidente. Davanti la Corte Costituzionale, alle spalle il Quirinale.
L’organizzazione dell’aula segue un protocollo rigoroso: il calendario delle cause, le relazioni dei giudici, le discussioni delle parti. Alle spalle del Presidente della Corte, i Carabinieri si alternano in silenzio, secondo un cerimoniale preciso mentre le questioni si susseguono, ciascuna con il proprio rilievo tecnico e costituzionale.
Quando prende la parola l’Avv.to Pietro Frisani, capo dello staff legale di Rimborso.eu, l’intervento si apre con un richiamo che va oltre la singola norma e riporta la questione nella sua cornice più ampia.
A pochi metri dalla Corte Costituzionale, ricorda Frisani, sorgeva il Tempio di Giove Statore. È lì che Cicerone convocò il Senato d’emergenza e pronunciò la prima delle Catilinarie, ponendo una domanda destinata a attraversare i secoli:
Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra?
(Fino a quando abuserai della nostra pazienza?)
È la stessa domanda che oggi deve essere posta, mutando i soggetti.
Fino a che punto questo legislatore continuerà ad abusare della pazienza e della correttezza di questa Corte?
Ma l’intervento dell’Avv.to Frisani entra poi nel merito di un passaggio che segna uno spartiacque nel dibattito. Richiama testualmente il contenuto della seconda memoria depositata dall’INPS, soffermandosi sul punto in cui si afferma che il pagamento rateale del TFS sarebbe “maggiormente funzionale” alla tutela dei diritti costituzionali dei lavoratori.
È qui che l’affondo diventa netto.
Si dice “esterrefatto” da una rappresentazione che descrive i dipendenti pubblici come soggetti bisognosi di tutela, quasi incapaci di gestire una somma di denaro percepita come improvvisa ricchezza. Una ricostruzione che richiama teorie di economia comportamentale e psicologia finanziaria sull’irrazionalità delle scelte di spesa, sull’euforia, sulla propensione alla gratificazione immediata.
Secondo l’Avv.to Frisani, questo modo di argomentare oltrepassa un limite.
Non si sta parlando di soggetti fragili o inconsapevoli, ma di uomini e donne di oltre sessant’anni, spesso padri e madri di famiglia, che attendono quelle somme per esigenze concrete: estinguere un mutuo, sostenere i figli, chiudere con dignità un percorso lavorativo durato una vita.
Per questo – sottolinea – deve esistere un limite alla rappresentazione delle tesi difensive. Un limite che va individuato nel rispetto delle controparti. Trasformare i giudizi davanti alla Corte in una “zona franca”, in cui tutto è consentito, rischia di ledere la dignità e il decoro di un’intera categoria di lavoratori pubblici in procinto di cessare il servizio.
La richiesta alla Corte è chiara: evitare che, proprio nel luogo deputato alla tutela dei principi costituzionali, possano trovare spazio argomentazioni che finiscono per colpire la dignità delle persone prima ancora dei loro diritti.
Ora la parola passa ai giudici.
Ma una cosa è evidente: la questione non riguarda solo norme, rate o bilanci. Riguarda il limite oltre il quale non è più accettabile abusare della pazienza delle istituzioni e del rispetto dovuto ai cittadini.
Guarda la discussione dell’Avv.to Pietro Frisani
Ne hanno parlato anche le seguenti testate giornalistiche:
Il Messaggero, “Tfs subito agli statali, si riapre la partita. Ma l’Inps insiste per pagarlo a rate”
Sole24Ore, “Allarme Inps, un addio al Tfr a rate costa fino a 15,6 miliardi”